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LA PROCREAZIONE ARTIFICIALE TRA SCIENZA ED ETICA


di FERRI PROF. MONS. PIETRO

PREMESSA


  1. -Un chiarimento sulla terminologia. Procreazione medicalmente assistita, come molti, ed anche il Parlamento, chiamano la procreazione artificiale, indica un intervento terapeutico. Essa però non si pone in questo ambito. Ritengo che la legge ( lo dico all'on. Cè che poco fa ha spiegato il disegno di legge di cui è stato Relatore alla Camera) debba tener conto del significato vero dei termini. Procreazione artificiale descrive un modo “artificiale” di procreare, quindi contrapposto al modo “naturale” che consegue da un rapporto sessuale tra un uomo e una donna.

  2. -Scienza ed Etica. In questi giorni sta montando una grande mobilitazione di scienziati ed opinione pubblica a favore della scienza contro l'oscurantismo dell'Etica. Protesta condivisibile se indica i pochi finanziamenti per la scienza da parte del nostro Paese. Non condivisibile se gli scienziati ritengono di essere loro stessi gli unici competenti a darsi regole di comportamento e depositari del bene della società. No! Spetta alla società indicare obiettivi, linee e limiti alla ricerca scientifica e soprattutto a quella tecnica: prima l'uomo, e solo dopo la scienza e la tecnica. Troppi fatti preoccupanti riguardanti la vita e la salute dell'uomo sono sotto i nostri occhi, anche in questi giorni, per non pensare alla necessità di un controllo sociale.
    “Bello” la scienza, “cattivo” l'etica è uno slogan semplicistico e parziale. La scienza non è e non può essere un assoluto che sostituisce Dio. Al massimo ci teniamo quello che abbiamo, forse dà maggiori garanzie!

  3. -L'Etica difende l'uomo, il creato, la natura. Questo è il suo compito, non quello di impedire la ricerca scientifica.


  1. IL FATTO

    Vorrei leggere con voi alcuni titoli di giornali che, in maniera ecclatante, annunciano: “Comunque mamma”…”Morta l'anno scorso diventerà mamma”…Avrà un figlio dal marito morto”…”Atto d'amore alla memoria di mio marito”…”Una nonna partorirà i suoi nipoti” e tanti altri titolo simili.
    Ciò che colpisce è il parlare di atti d'amore alla memoria e il peso enorme di cui si fa carico al figlio per sentirsi degno di un tale padre per tutta la vita. Povero figlio!
    Ma più ancora preoccupa l'incidenza che le tecniche di fecondazione artificiale e le biotecnologie hanno sul modello di famiglia tradizionale. Sulla prestigiosa rivista “Science” nel 1977, 487, A. Etzioni sosteneva che le nuove tecnologie applicate alla riproduzione umana avrebbero messo in crisi l'idea di famiglia fondata sul matrimonio creando dei mutamenti profondi sul sistema sociale. La conseguenza sarebbe la distruzione della famiglia così come oggi è comunemente accettata in Occidente. Realtà studiata da tanti altri sociologi che unanimemente arrivano alle stesse conclusioni.


  2. CHE COSA E' LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE
    L'aumento della sterilità maschile, femminile e di coppia appare in forte aumento. Le cause sono molto varie. Fra queste c'è indubbiamente l'età avanzata nel procreare. Scrive la psicologa Silvia Vigetti Finzi: “ La realtà è che la nostra società non permette alle donne di avere figli nell'età giusta per la riproduzione e poi cerca di rimediare inventando tecniche per permettere di fare figli quando non sarebbe più tempo”. Una risposta, fra le tante, consiste nella fecondazione e nell'inseminazione artificiale. Questa non è però cura della sterilità, ma modalità diversa e alternativa di procreare. Forse il fine sembrerebbe essere simile, i mezzi invece sono diversi e, a mio avviso, moralmente non accettabili. Infatti il fine non giustifica mezzi cattivi. Ma perché questi dovrebbero essere cattivi? Nei principi generali spiegherò poi le motivazioni del loro rifiuto.
    Alcune distinzioni per capire meglio.
    Si parla di fecondazione omologa quando i gameti sono della coppia: coppia fondata sul matrimonio o abbia mostrato stabilità nel tempo.
    Fecondazione eterologa per indicare che entra nel processo generativo almeno una persona estranea alla coppia (gameti di una terza persona o gestazione diversa dalla donna della coppia). Madre sostituta quando una donna presta il proprio utero in affitto per la gestazione della gravidanza.
    Madre surrogata quando una donna estranea alla coppia offre il proprio ovulo e l'utero.
    Intra-corporea quando il processo generativo avviene all'interno del corpo della donna (es: inseminazione artificiale, Gift…). Extra-corporea quando il processo generativo avviene al di fuori del corpo della donna ( es: fecondazione propriamente detta come la FIVET ).


  3. PRINCIPI GENERALI
    1. Spesso si parla del diritto al figlio. Il vero diritto è quello del figlio ad avere dei genitori per una sua certa identificazione genetica e sociale. E' necessario fare il passaggio dal figlio per me, a genitori per il figlio. Quindi non ha valore etico la richiesta di un figlio ad ogni costo.

    2. Procreazione: che cosa significa? Le nuove tecnologie di procreazione artificiale mettono in discussione il senso del procreare umano. Infatti il generare attraverso un rapporto sessuale tra un uomo e una donna esprime una relazione di amore, perciò un atto umano. La fecondazione artificiale si pone, al di là delle intenzioni di chi la chiede, nell'ottica del produrre, del fare, del costruire. L'atto generativo avviene in un laboratorio ed è prodotto dai tecnici. All'uomo e alla donna è chiesto di mettere a disposizione i loro gameti. Spesso il figlio non è neppure il figlio genetico di tutte e due i membri della coppia. Pur nel rispetto della sofferenza di tante coppie ritengo che l'immagine, forse un po' brutale, di supermercato o di fabbrica dei bambini accostato alla fecondazione artificiale esprima ciò che in realtà avviene. Infatti il primo processo generativo esprime un gesto interpersonale; il secondo un atto di produzione. E' vero che comunque dai due gesti può nascere un bambino. Il problema etico consiste proprio in questo. Non si può intaccare l'atto da cui nasce la vita. O è un atto umano ( ed è tale solo se fondato su una relazione d'amore) ed allora è morale, oppure è un atto di produzione, non è un atto umano e perciò immorale. La mia è una visione dell'uomo e del generare che può non essere condivisa. Ho la presunzione di pensare che questo modo di vedere sia più rispettoso dell'uomo, del generare per quello che esso rappresenta nell'immaginario di ognuno di noi, del figlio per quello che è.

    3. Va rispettata l'identità biologica e psichica del figlio. Identità che nasce anche da elementi genetici e di relazione certa. In questo contesto si deve parlare della dignità della persona, dell'identità e dello statuto dell'embrione, essere vivente della specie umana con un suo sviluppo attivo, autonomo, continuo dal momento del concepimento. Un problema etico di rilevante importanza sono gli embrioni sopranumerari, quelli non utilizzati al momento della fecondazione. Che uso se ne fa? Eppure sono esseri viventi della specie umana. Vanno trattati come persone e non come cose.

    4. Salvaguardia della coppia e del matrimonio e quindi anche della famiglia fondata sul matrimonio. La fecondazione artificiale, come abbiamo visto prima, può mettere in discussione questo aspetto perché contempla la possibilità di interventi nel processo generativo al di fuori della coppia e del matrimonio. La generazione deve avvenire nella coppia e attraverso la coppia, nel matrimonio formato da un uomo e una donna, unico luogo o contesto umano e affettivo dove il figlio può crescere umanamente in maniera armonica ed affettivamente serena.

    5. Il generare e il figlio devono nascere da una relazione sessuale di amore. Solo da una relazione interpersonale può e deve nascere una persona umana. Ora anche la sessualità penso sia più umana se unisce la dimensione unitiva a quella procreativa. L'ideologia contraccettiva ha diviso la sessualità dalla procreazione ed ora, solo apparentemente in maniera strana, divide il procreare dalla sessualità introducendo la fecondazione artificiale, che non è un generare umano. La fecondazione artificiale sottopone indirettamente il rapporto sessuale, attraverso la ricerca clinica e il suo alto tecnicismo, ad una dissociazione nel tempo dell'erotismo, dell'affetto e della procreazione. Sotto l'aspetto psichico tutto ciò può creare un forte disagio alla persona; si ha il diritto di imporre tale dissociazione ai coniugi? Non può essere una pratica disumanizzante? Anche questo riveste una valenza etica positiva o negativa a seconda delle scelte operate.



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