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LA MEDICINA ALTERNATIVA


di FERRI PROF. MONS. PIETRO
docente di Bioetica

La medicina alternativa sembra oggi riprendere un suo spazio che la diversifica dalla “medicina ufficiale”. Le motivazioni sono molto diverse tra loro. Alcune sono culturali, come l'attenzione maggiore alla natura, altre sono più legate alla soggettività, come la convinzione che la medicina alternativa sia, prima, attenta all'uomo malato, e, dopo, alla malattia. L'anonimato eccessivamente tecnicistico della medicina ufficiale può, a torto o a ragione, favorire questa mentalità. La medicina alternativa si occupa di tecniche terapeutiche diverse da quelle della medicina ufficiale. Lo scopo dichiarato è quello di curare la malattia e la sofferenza con una particolare attenzione alla persona nella sua globalità. Tante sono le terapie alternative. Quelle più note sono l'agopuntura, l'omeopatia, l'iridologia, la fitoterapia, la cromoterapia, l'auricoloterapia, la riflessologia.
La prima considerazione da farsi è che sempre di più molti si rivolgono alla medicina alternativa benché non ci siano risultati statisticamente significativi a suo favore. Il fatto comunque positivo è che l'uso di prodotti naturali al posto di quelli “chimici” produce minori effetti secondari. Ciò stimola i medici a non considerare solo i sintomi clinici ma le cause, ad essere più attenti al malato, prima della malattia.
L'aspetto negativo, a volte, può essere quello di una scelta di fuga, di disperazione di fronte alla risposta della medicina ufficiale. Quindi una scelta di rinuncia, piuttosto che di conquista. In ogni caso, vale per l'una e per l'altra, la necessità di porre l'uomo e la sua persona al centro e non la malattia. L'uomo non è semplicemente organi o cellule, ma un tutto che va accolto e curato nella totalità. Anche la ricerca scientifica e soprattutto quella tecnica devono tenere conto che l'uomo è sempre e comunque al centro, non va mai usato o strumentalizzato. Un elemento importante di giudizio etico è la possibilità di test di valutazione dell'efficacia della terapia della medicina alternativa. Solo dopo questa valutazione può essere consentito l'inserimento delle prestazioni erogate al paziente nel sistema sanitario nazionale. Ciò impedisce da una parte l'inganno di proposte terapeutiche assolutamente inefficaci, scelte per disperazione. E dall'altra parte evita lo spreco di risorse economiche che potrebbero essere messe a disposizione della collettività.
Da parte sua la Chiesa, nel suo giudizio sulla medicina -ufficiale e alternativa- esprime delle condizioni imprescindibili: attenzione alla persona nella sua globalità, efficacia della risposta terapeutica, approccio razionale alla medicina alternativa per evitare la deriva delle pratiche magiche e di una divinizzazione della natura.



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