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SCUOLA: Nessuna delega in bianco


di Margherita Campanini

Si è tornati a parlare di scuola e si avverte come un sottile disagio, per non dire un vero e proprio allarme sociale, quando si prende consapevolezza di quanto sia vitale un sistema educativo che si prende carico della crescita non solo scolastica dei figli. Alla scuola, famiglia e società firmano spesso una delega "in bianco" e così i ragazzi trascorrono a scuola un numero di ore e di relazioni, non sappiamo quanto significative, pari o superiori a quelle impegnate in famiglia, in parrocchia, nello sportů Sorge perciò una domanda: in una scuola dilatata per tempo e per funzioni educative quali compiti spetteranno alle famiglie? Aumenterà la voglia di stare a guardare o crescerà il senso di partecipazione?

La scuola è un bene troppo importante perché qualcuno se ne disinteressi: lo Stato investe nella pubblica istruzione il 4,8% del Pil, spendendo per alunno una cifra pari a circa 10 milioni (dato della Confindustria), senza tuttavia ottenere sul piano della qualità della preparazione e del consenso i risultati sperati. La scuola appare spesso un ghiotto argomento di cronaca nera, quando di fronte a fatti criminali si mettono in discussione le capacità dei docenti relative alla disciplina o al dialogo. In questo contesto confuso e poco rassicurante, la riforma della scuola incontra sia detrattori sia estimatori, entrambi con a cuore il bene dell'alunno, entrambi desiderosi di una scuola capace di aiutare lo sviluppo del singolo e dell'intera società. Tutto ciò aumenta lo smarrimento delle famiglie.

Con la legge sull'Autonomia molte cose sono già cambiate, anche se forse molti se ne accorgono solo adesso, attraverso piccoli mutamenti quali l'orario, il calendario scolastico o le tasse di iscrizione. Sfugge ai più l'importanza di quei testi elaborati dalle singole scuole relativi al Piano Educativo d'Istituto (il famoso Pei) che sembrano assomigliarsi un po' tutti mentre rivelano fra le righe differenze fondamentali ai fini di una saggia iscrizione o di un positivo percorso scolastico. Preannunciato da qualche tempo è ora in arrivo il radicale riassetto dei cicli scolastici, che suscita perplessità, curiosità e incertezza in molti genitori ed insegnanti. Parlando con i genitori i cui figli andranno in prima elementare (ma anche in prima media o in prima superiore), emerge con chiarezza il basso livello di informazione e di consapevolezza relativa a questi temi.

L'associazione Famiglia Più ha pertanto deciso di dedicare un pomeriggio di riflessione e di confronto su queste tematiche, sottolineando la presenza dei genitori non come semplice utenza ma come parte in causa di un difficile processo educativo. Sulla linea di un felice incontro avuto con il professor Ferdinando Montuschi nel novembre 1998, quando si dava per imminente l'uscita dei nuovi decreti delegati (che invece devono ancora essere emanati), Famiglia Più ripropone ai genitori di essere educatori consapevoli e responsabili in una scuola in profonda trasformazione.



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